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L’IMPRESA DI ALESSANDRO MALASPINA

01-09-05 - Il Settecento è un secolo di grandi esplorazioni geografiche rivolte verso territori lontani per raggiungere i quali occorrevano lunghe e avventurose spedizioni navali oltreoceano. Non erano più interessi di conquista a muovere queste spedizioni ma interessi di conoscenza scientifica di nuovi territori. Scienziati di diverse discipline partecipano a questi viaggi esplorativi che per la prima volta assumono anche un carattere internazionale. In questo periodo in cui prevale una cultura di tipo illuministico le informazioni scientifiche acquisite durante le grandi esplorazioni navali venivano poi largamente diffuse. E’ proprio sul finire di questo secolo che si compie l’impresa di un grande navigatore-scienziato italiano forse non molto conosciuto, Alessandro Malaspina. Questo grande navigatore nacque a Mulazzo (Massa Carrara), un bel paese della Lunigiana nei pressi di La Spezia, il 5 novembre 1754. Dal 1762 al 1765 visse a Palermo dove si era trasferita la famiglia. A Roma studiò nel collegio dei padri Somaschi dove si formò una grande cultura scientifica. Nel 1774 entrò nella marina spagnola è partecipò come ufficiale alle diverse imprese di guerra che riguardarono la Spagna in quel periodo. Ricordiamo nel 1775 la spedizione in soccorso di Melilla assediata dai Marocchini, l’assedio di Algeri, la tentata presa di Gibilterra. Nel 1783 torna la pace e Malaspina partecipa, come comandante in seconda di una fregata, ad un viaggio nelle Filippine seguendo la rotta del Capo di Buona Speranza. Nel 1786 per conto della Compagnia delle Filippine, sempre al comando di una fregata, effettua un giro commerciale intorno al mondo anche per verificare se era più conveniente seguire la rotta di Capo Horn. Ed è al ritorno di questo lungo viaggio che gli viene in mente di realizzare quella grande spedizione che lo renderà famoso e con cui si riuscì a cartografare gran parte delle coste del Pacifico. L’impresa venne proposta a Carlo III che ne fu subito entusiasta e per realizzarla fece costruire appositamente due corvette. A quel tempo la Spagna si trovava piuttosto arretrata rispetto ad altre nazioni. Era carente di carte nautiche e di portolani e molti territori del suo vasto impero erano ancora inesplorati. Così le due corvette “Descubierta” e “Atrevida” con a bordo studiosi di vario genere, astronomi, cartografi, idrografi, naturalisti, partirono da Cadice il 30 luglio 1789. L’impresa durò ben cinque anni durante i quali fu realizzata la cartografia di migliaia di miglia di costa e fu raccolta una enorme massa di dati scientifici e di esemplari di piante, animali, e minerali. Il viaggio interessò le coste dell’America, delle Filippine, dell’Australia e diverse isole del Pacifico. Al ritorno della fantastica impresa Malaspina trovò in Spagna la situazione politica decisamente diversa da come l’aveva lasciata. Al trono era salito Carlo IV successore di Carlo III. All’impegno riformista di quest’ultimo era subentrata una diversa spinta in senso conservatore. Contro questa nuova tendenza conservatrice il grande navigatore entrò in contrasto a tal punto che venne arrestato e rinchiuso nella fortezza di “La Curuna”. Qui scrisse diversi trattati di economia, estetica, critica letteraria. Fu liberato qualche anno dopo grazie ad un intervento di Napoleone. Lasciata la Spagna ritornò nel suo paese natale e poi si trasferì a Pontremoli dove morì nel 1810. Fino a qualche anno fa la figura di questo straordinario navigatore-scienziato di cultura illuminista era poco conosciuta, poi grazie all’impegno di un appassionato di storia Dario Manfredi ricevette la giusta attenzione. Manfredi rintracciò negli archivi italiani, spagnoli e sudamericani una notevole quantità di materiali che riguardavano la vita di Malaspina ed in particolare della eccezionale impresa nel Pacifico. Tutto questo materiale è stato raccolto in un “Archivio-Museo” inaugurato a Mulazzo ai primi di maggio. fonte: mareinitaly.it a cura di Claudio Gallucci

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