01-09-05 - Ancora una volta il mare è protagonista di un importante evento scientifico. A 2000 metri di profondità, 25 chilometri al largo di Catania è stata temporaneamente posizionata una stazione per poter effettuare i primi esperimenti che riguardano un progetto di più vasta portata che si propone di effettuare ricerche cosmiche e geofisiche. L’ambizioso progetto scientifico si chiama “Nemo” ed è un telescopio sottomarino con cui si intende indagare gli sfuggenti neutrini. I neutrini sono particelle subatomiche molto numerose nell’universo, non hanno carica e la loro massa, quando presente, risulta ridottissima. Pur attraversando di continuo la terra è difficilissimo rilevare la loro presenza perché non interagiscono quasi mai con altre particelle. Lo studio di queste particelle permette di raccogliere informazioni sulla struttura interna ed il funzionamento dei diversi corpi celesti che popolano l’universo come, buchi neri, stelle di neutroni e nuclei galattici. Le informazioni sull’universo su cui lavorano gli scienziati derivano esclusivamente dall'osservazione delle onde elettromagnetiche che provengono dagli strati esterni dei corpi celesti. Studiando i neutrini,invece, si raccolgono informazioni dall’interno dei corpi celesti perché i neutrini difficilmente vengono assorbiti dalla materia. Per potere studiare i neutrini, però, è necessario situare gli strumenti di rilevazione in particolari ambienti ben schermati. Ambienti adatti allo scopo sono, ad esempio, il Laboratorio del Gran Sasso, che si trova sotto 1400 metri di roccia, e le profondità marine. Ecco perché progetti come quello di “Nemo” sono molto importanti per cercare di comprendere i segreti dell’universo. Le prime installazioni sperimentali di “Nemo” riguardano la posa del cavo di connessione della lunghezza di 25 chilometri e di una stazione di prova a duemila metri di profondità. Attualmente la funzionalità della struttura viene verificata con la trasmissione di dati che riguardano la geofisica e la geochimica della zona. E’ stato, infatti, posizionato un sismografo con tre componenti, un gravimetro, un magnetometro e strumenti che misurano la velocità con cui si sposta l’acqua ed in grado di fornire altre informazioni utili anche per monitorare la presenza di eventuali tsunami nel Mediterraneo. I primi esperimenti di trasmissione effettuati hanno avuto esito positivo. Quando verrà compiutamente realizzato il telescopio sottomarino “Nemo”, sarà composto da tre elementi essenziali: la stazione di terra che sarà posizionata probabilmente nella zona di Capo Passero, questa stazione avrà lo scopo di ricevere ed elaborare tutte le informazioni provenienti dai sensori posizionati sul fondo marino; un cavo di connessione elettro-ottico tra la stazione terrestre e la struttura sottomarina; la struttura sottomarina. Saranno 5.000 i sensori ottici che in un volume di acqua di un chilometro cubo dovranno rilevare la presenza dei neutrini giunti in fondo al mare. Il progetto “Nemo” rappresenta il primo osservatorio abissale in Europa per quanto riguarda ricerche cosmiche e geofisiche ed usa sistemi tecnologici veramente all’avanguardia che permetteranno di conoscere meglio l’universo e di rispondere a domande fondamentali della fisica moderna. Il capo del progetto “Nemo” è un italiano si tratta del professor Emilio Migneco dei Laboratori Nazionali del Sud che fanno parte dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. Il mare, quindi, diventa un ambiente privilegiato per studiare anche i fenomeni celesti. fonte: mareinitaly.it a cura di Claudio Gallucci