Eventi


<< Indietro

I SEGRETI DELLE “VERDESCHE”

01-09-05 - Iniziamo la nostra avventura nel mondo degli squali parlando della Verdesca, Prionace glauca, chiamata anche squalo azzurro molto diffusa in tutti i mari del mondo ed anche nel Mediterraneo. Corpo snello, muso lungo e grandi occhi pinne pettorali lunghe e piuttosto sottili il dorso è blu cobalto e sfuma in blu dai riflessi metallici sui fianchi e sul ventre. Può raggiungere dimensioni fino a circa 4 m ma è più comune in Mediterraneo da 0,5 a 2,5 m. Lungo le coste italiane è un pesce abbastanza comune la sua presenza si mette in evidenza in alcuni periodi dell’anno in occasione dell’utilizzo di particolari tecniche di pesca. Abbocca spesso nei bacini meridionali agli ami dei parangali. Studiando gli esemplari catturati sono stati evidenziati diversi aspetti della biologia di questo pesce. Lungo le coste del Salento da Agosto a Dicembre si svolge la pesca all’alalunga, in questo periodo vengono catturati individui di piccole dimensioni e pochi mesi di vita, si è dedotto che la riproduzione debba avvenire tra Giugno ed Agosto. Sempre lungo queste coste tra Aprile ed Agosto ogni anno vengono calati i parangali per la pesca al pesce spada, in questo caso si è osservato che le verdesche catturate sono di notevoli dimensioni, anche per via degli ami impiegati più grossi di quelli per l’alalunga. In Alto Adriatico e nel Tirreno dove la pesca a strascico è più diffusa le catture di verdesche sono più rare da parte della pesca professionale mentre sono più abbondanti tra i pescatori sportivi. Molti pescatori sportivi, soprattutto in Alto Adriatico segnalarono durante la pesca allo sgombro in tarda primavera inizio estate catture di verdesche molto piccole. Questo suggerì ad alcuni ricercatori della Stazione Idrobiologia dell’Acquario Civico di Milano, fra i quali Irene Bianchi di mettere in atto in collaborazione con i pescatori sia sportivi che professionali un progetto per la marcatura di questi squali. Gli studi svoltisi all’inizio degli anni novanta hanno fornito una serie di risultati molto interessanti. Si è scoperto che l’Alto Adriatico costituisce una “nursery area”, in altre parole le verdesche gravide partoriscono qui i loro piccoli, giovani squali marcati durante le campagne di pesca hanno compiuto spesso spostamenti verso i bacini meridionali, alcuni sono stati ricatturati nelle acque di Malta e Creta. Altro dato evidenziato da questi studi è la separazione dei sessi durante la gestazione. Le femmine gravide si separano dal maschio, ad essere catturate ad inizio estate in alto Adriatico erano soprattutto femmine od individui giovani, mentre i maschi stazionavano più a sud. Questo comportamento è stato dimostrato anche per le verdesche del Pacifico e dell’Atlantico che prima di partorire si allontanano dai maschi e vanno a cercare acque più fredde e con salinità inferiore.. Si è scoperto poi che nonostante la verdesca sia considerata un predatore che opera soprattutto nella colonna d’acqua, nei bacini bassi come l’Adriatico settentrionale non disdegna qualche passeggiatina nei pressi del fondo per catturare il cibo ed è ghiotta di seppie e calamari. fonte: mareinitaly.it a cura di Gian Maria Balducci

Login
L'ingresso a quest'area permette di poter agire su: Trading On Line, Asta Telematica, Borsino E-FISH.

Entra
Per accedere ai servizi
Registrati


Validatore W3C HTML Validatore W3C CSS Sito accessibile in priorità 2 WAI-AA