01-09-05 - Lo spirito religioso è uno degli aspetti in cui si identifica maggiormente l'Abruzzo. Tale spirito percorre la vicenda antropologica e culturale di tutto il territorio con una continuità che prende avvia dagli albori della storia e giunge fino ai tempi attuali. In questa regione infatti si può ancora osservare la sovrapposizione di culti e rituali di una religiosità popolare che, attraverso i santuari rupestri protostorici, le grotte degli eremiti e le manifestazioni più recenti, esprime un originale rapporto con il sacro, frutto, innanzi tutto, dell'intimo legame con la natura circostante. Gli abruzzesi considerano le pietre, le acque, gli alberi, i boschi e persino gli animali, al di là di ogni esemplificazione folcloristica, l'espressione del divino. Accade così che gli eremi nascosti tra le montagne, in cui si sono rifugiati santi e pastori (oltre a un celebre papa, Celestino V), le abbazie disseminate nelle valli, i santuari meta di tanti pellegrinaggi e le piccole chiese di campagna non rappresentino solo un dato storico, artistico e devozionale, ma esprimano la vera anima della gente, che si riconosce così nel culto dei propri santi e nella celebrazione delle proprie feste. La religione e l'arte si confondono con la storia e la natura. L'Abruzzo è poi terra del monachesimo autoctono di Sant'Equizio nella valle dell'Aterno, degli eremi della Maiella, delle vecchie abbazie di montagna che per secoli hanno anche stabilito una geografia sociale; è infine terra feconda dell'ordine francescano intorno al quale si è sviluppata la moderna dialettica tra la realtà municipale e mercantile e quella rurale, in una regione in equilibrio costante tra natura, arte e fede. PESCARA TRA EREMI E GRANDI ABBAZIE Gli eremi e le grandi abbazie sono caratteristici in questa provincia. Poco distante dall'uscita per Alanno-Scafa della A24 sorge Santa Maria Arabona, costruita nel 1208 e circondata da un parco. All'interno meritano attenzione il tabernacolo gotico, il candelabro pasquale e i tre dipinti che decorano il coro. L'imponente sala capitolare è inglobata nei resti dell'abbazia. Proseguendo, nel comune di Castiglione, si trova la bellissima abbazia di San Clemente a Casauria. Iniziata nell'871 da Ludovico II (di questa prima fabbrica resta solo la cripta con le reliquie del santo martire), fu poi trasformata nel 1152 per opera dell'abate Leonate. La facciata presenta un pronao a tre arcate con tre antichissime porte di bronzo. L'interno è a tre navate absidate; il ciborio, l'ambone e il cero pasquale ne costituiscono l'arredo. L'abbazia di San Liberatore a Maiella, innalzata intorno al 1000 e ricostruita poi da Desiderio, abate di Montecassino, si staglia in una valle nel verde scenario di Serramonacesca. La facciata, con tre portali, offre il modello più antico di romanico abruzzese. In una frazione di Caramanico Terme, nella valle dell'Orte, si incontra la chiesa di San Tommaso, costruita, come indica la data incisa sul portale, nel 1202. Nella valle della Nora, a Carpineto, la chiesa di San Bartolomeo mostra elementi romanici e gotici. Un portico biarcato precede la facciata; la costruzione è a pianta basilicale a tre navate; nel presbiterio si ravvisano influenze borgognone. Dell'annessa abbazia restano solo pochi ruderi. Tra le colline del Tavo, vicino a Moscufo, si ammira Santa Maria del Lago, risalente al XII secolo e costruita secondo una tipologia riscontrabile anche a Sant'Angelo di Pianella e a Santa Maria delle Grazie a Civitaquana. Il bellissimo ambone in stucco policromo, eseguito dal maestro Nicodemo nel 1159, è simile a quelli di Cugnoli e di Santa Maria a Rosciolo. Da visitare Santa Maria in Piano a Loreto Aprutino, di forme tardo-gotiche, con affreschi di notevole valore, tra cui il celebre "Giudizio delle anime". Nella zona a ridosso della Maiella si trovano alcuni tra i più bei romitori e santuari rupestri. Tra i maggiori si segnalano l'eremo di Santo Spirito a Maiella e l'eremo di San Bartolomeo, ambedue nel territorio di Roccamorice e utilizzati da Pietro Angeleri, il futuro papa Celestino V. La provincia annovera santuari molto antichi e cari alla popolazione. Il santuario del Volto santo di Manoppello è meta di pellegrinaggi che vi giungono anche da fuori regione, soprattutto nella seconda domenica di Maggio, per venerare un drappo di seta su cui è dipinto il volto di Gesù. A Pescosansonesco, sotto una roccia con una fonte miracolosa, sorge il santuario del Beato Nunzio Sulprizio, giovane operaio dalla vita esemplare morto il secolo scorso. Di splendide forme barocche e molto frequentati i santuari della Madonna dei Sette Dolori a Pescara e della Madonna della Croce a Pietranico. Una singolarità della provincia è infine l'Oasi Orientale di Villabadessa nel comune di Rosciano; qui si trova la chiesa di rito bizantino greco in cui è esposta un'importante collezione di icone russe. fonte: "D'Abruzzo" a cura di Maria Concetta Nicolai