22-09-05 - Dragaggio del fiume pescara, fermo pesca biologico forzato a causa del maltempo e richiesta dello stato di calamità naturale, con conseguenti indennizzi. Sono le richieste della marineria pescarese e l’ordine del giorno del vertice tenuto ieri in prefettura da tutte le parti in causa; pescatori e armatori, prefetto, capitaneria di porto, Regione, Comune, e consorzio ASI, titolare delle operazioni di dragaggio. Su questo tema, l’assessore regionale all’agricoltura Francesco Sciarretta ha detto che, “non appena si pubblicherà il bilancio, appena approvato, la regione saprà quanti sono i fondi a disposizione per riprendere le operazioni di pulizia e smaltimento dei detriti del fiume (circa 70-80mila metricubi l’anno), che sembra un pozzo senza fondo, con parte dei fanghi pure tossici e, quindi, non scaricabile a mare. Sciarretta ha rilevato che l’Abruzzo non è nemmeno dotato di discariche speciali, per detriti tossici, il cui smaltimento comporterebbe costi eccessivi, ma “il sottosegretario Nino Sospiri - ha detto – si sta impegnando per farci ottenere un contributo statale di 25 milioni di euro per ripulire il Pescara a monte e una volta per tutte. Riccardo Padovano, assessore comunale al mare, ha finalmente detto che, forse, visti gli interventi permanenti di dragaggio, è il caso che la regione la draga la compri invece di noleggiala continuamente. Sul fermo pesca, Sciarretta ha precisato che “non dipende dalla Regione, ma dall’UE, che impone il fermo in estate per l’Adriaticoe in Autunno per il Tirreno, nonostante le specie adriatiche in riproduzione d’estate siano solo un paio. Abbiamo chiesto di poterci alternare col Tirreno per i periodi e, intanto di considerare il fermo forzato per il maltempo come anticipo di quello estivo”. Per quanto riguarda la richiesta di calamità, l’Assessore regionale ha spiegato che è competenza della Protezione Civile, a cui i pescatori devono dimostrare il danno e il mancato guadagno, non inferiore al 35%. “ E’ molto più, almeno il 70%- tuonano Giuseppe Martella e Giovanni Verzulli, in rappresentanza della marineria al vertice – ma i problemi sono anche i balzelli che ci impongono e il costo ancora alto del gasolio. Noi lottiamo sempre, pure, contro la mucillagine, problema di cui si parla e si risolve solo d’estate quando ci sono i bagnanti, ma che, invece, crea problemi pure alla pesca”. Padovano, pronto a marciare di nuovo a Roma, ha detto che “ è ora che anche hotel e ristoranti e le organizzazioni del commercio comincino a lottare a fianco dei pescatori, che non sonogli unici che vivono del pescato”.Helmo D’Astoldo dell’Asi ha assicurato che il prelievo per le analisi dei detriti comincia oggi e che l’operazione, completa delle analisi, a cura dell' Arta(presente ieri con Maurizio Dionisio), costeranno 35 mila euro. Qualora i fanghi dovessero risultare tossici, il prefetto Giuliano Lalli, vista la mancanza di discariche, ha detto che chiederà un intervento di maggiore peso alla prefettura e di maggiore urgenza all’esecutivo, in virtù dell’urgenza della situazione. Fonte "Abruzzo Oggi" 23 Febbraio 2005